Il Machine Learning nel mondo della politica

La manipolazione dei social network è la realizzazione moderna di problemi ben più antichi. Ciò che è cambiato nel tempo è la facilità di diffusione delle notizie e il guadagno potenzialmente ricavabile dalla pratica. Come spesso accade per vecchi nuovi problemi, la differenza maggiore che si riscontra tra le passate e le presenti realizzazioni è nelle proporzioni del fenomeno che porta alla nascita di problematiche incomprese, insite negli algoritmi necessari a gestire e piattaforme e nelle politiche di promozioni dei contenuti adottate dai Social Network stessi.

La possibilità di influenzare il voto politico, attraverso la diffusione di informazioni mirate e personalizzate riguardanti la politica e l’economia, ma anche l’etica e i più in generale i costumi, è stata resa possibile dallo sviluppo esponenziale delle tecnologie digitali, dalla possibilità di memorizzare grandi quantità di dati riguardanti i comportamenti e le abitudini dei cittadini, comprese le idee politiche, e di analizzarli attraverso algoritmi basati sul Machine Learning.

Durante le presidenziali del 2016, Hillary Clinton è stata spesso indicata come la vincitrice in molti sondaggi online, però non si sono dimostrati accurati come i risultati offerti dagli algoritmi di Intelligenza Artificiale. Infatti un AI (MogIA) aveva previsto l’esito delle elezioni presidenziali del 2016 con l’elezione dell’attuale presidente Donald Trump, MogIA è stato sviluppato dalla start-up indiana Genic.ai. La tecnologia si basa su un personaggio di “The Jungle Book”, Mowgli, che impara dall’ambiente, proprio come MogAI. Il fondatore, Sanjiv Rai, ha dichiarato a CNBC, “Mentre la maggior parte degli algoritmi soffre dei pregiudizi dei programmatori / sviluppatori, MoglA mira a imparare dal suo ambiente, sviluppare le proprie regole a livello di politica e sviluppare sistemi esperti senza eliminare alcun dato.

Gli algoritmi di Machine Learning sviluppati da Facebook, con 300 likes, sanno più cose di voi di quante non ne sappiano i vostri genitori o il vostro partner. E gliene bastano 150 per conoscere la vostra reale personalità meglio del resto della famiglia.

Se i media tradizionali assumono ancora oggi un ruolo preponderante nella propaganda politica, i social sono diventati un terreno per sperimentare una comunicazione più diretta con l’elettorato attraverso l’uso di un linguaggio più immediato e la possibilità di costruire una narrazione di sé che sia coinvolgente e con la quale l’audience possa facilmente identificarsi. È grazie ai social media e i suoi algoritmi se assistiamo a un cambiamento nel modo di interagire online tra elettore ed eletto, se è possibile non solo veicolare contenuti in una maniera più fruibile ma anche studiare la propria audience basandosi su una serie di dati analitici disponibili in tempo reale, capaci di restituirci una visione complessiva dell’evoluzione di uno scenario politico, di un territorio, di un candidato e dei suoi potenziali elettori.

Perché, allora politica si è appropriata dei social? È soltanto perché, ad esempio, YouTube costa meno di una pubblicità sulla televisione? Non solo. Ma anche perché l’uso dei social consente di raggiungere direttamente masse enormi di elettori.

Finché si resta in un mondo governato secondo principi liberali e democratici, non ci saranno problemi. Ma immaginate se ora tutto al contrario. Basterebbe cambiare le leggi su dati e privacy per rendere ardua qualsiasi strategia d’opposizione e dissenso: una volta classificati come “non allineati”, tenervi sotto totale controllo sarebbe semplice.

In un mondo di mini-droni, geolocalizzazione, videocamere diffuse, biometria vocale, e machine learning, se il grado di democrazia scende sotto una certa soglia, con buona probabilità si finisce in quello che nello studio dei sistemi aleatori – e certo un Paese lo è – si chiama “stato assorbente”: una situazione dalla quale non se ne esce più.

Fonti:

1- https://cybersecurity.startupitalia.eu/62604-20190522-il-nesso-oscuro-tra-tecnologia-e-politica

2-https://www.scenarya.it/manipolazione-politica-e-machine-learning-deepfake-e-intelligenza-artificiale-psicologia-dei-social-media-e-distribuzione-virale/

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